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ISTAT Stranieri in ItaliaSocietà

Stranieri in Italia. Una risorsa sottovalutata?

Un’Italia sempre più anziana. Sulla presenza degli stranieri in Italia si è spesso fatta molta…
Mara Auricchio

3 Gennaio 2021

 

MAROCCO E ISRAELE SONO IN PACE DOPO 60 ANNI

Ξ 4 Gennaio, 2021 | → 0 Comments | ∇ Buone notizie/Buona giornata |

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Uno dei felini più minacciato al mondo, la lince iberica, si allontana dal pericolo estinzione

Ξ 4 Gennaio, 2021 | → 0 Comments | ∇ Buone notizie/Buona giornata |

Uno dei felini più minacciato al mondo, la lince iberica, si allontana dal pericolo estinzione

 

La multa…

Ξ 4 Gennaio, 2021 | → 0 Comments | ∇ Buone notizie/Buona giornata |

Sognò di trovarsi davanti ad una casa dallo sguardo macabro era di colore grigio immersa nella notte, circondata dal canto dei grilli e il bubbolare dei gufi.

Era fatta di assi antiche che cigolavano e lasciavano che la polvere che li copriva cadesse come lo fa l’acqua di una cascata quando ricade nella sua bocca.

I brividi di tensione camminavano lungo la sua schiena, una sua parte non voleva entrare ma era attratta da quell’uscio che emanava un aroma mefitico.

Cominciò a salire i gradini che l’avrebbero accompagnata alla soglia e sentiva i lamenti acuti di quel legno stanco.

Quando fu davanti all’uscio, allungò un braccio ma la porta si aprì prima che la toccasse, quel movimento lento lo fece indietreggiare e vide buio davanti a se.

Quel suo timore fu abbracciato da una ventata di curiosità, le sue gambe tremavano ma fece un paio di passi e fu dentro la casa, la porta si richiuse, sbattendo, cigolando.

Si accese una luce fioca che scacciò il buio fitto che aveva divorato l’interno di quell’abitazione.

Vide davanti a se delle scale che conducevano al primo piano, cominciò poi ad ascoltare le note basse di un organo, che riempirono l’aria.

Il ragazzo si sentiva disorientato, si avvicinò poi alle scale, improvvisamente comparve una donna che indossava un abito lungo rosa, fatto di strass, aveva il corpo decapitato.

Lui gridò senza voce, fu schiacciata da una pietra di terrore, e mentre quella donna senza testa scendeva le scale, lui indietreggiava, guardandosi intorno.

Voleva nascondersi, quindi la lasciò passare; quella sagoma quando gli fu a due passi di distanza, si girò come se osservasse il ragazzo e poi scomparve.

Il ragazzo, anche se tremava sempre di più, cominciò a camminare seguendo la luce soffusa della casa, arrivò davanti ad una porta assente, lo stipite di quell’uscio era coperto di rami secchi.

Vide poi un ramo che si muoveva e da quel pezzo di legno morente uscì una mano che gli fece segno con le dita, di venire avanti, quindi si mosse verso quella soglia con passi silenziosi e impauriti.

Entrò e osservò davanti a se un lungo corridoio di tenebra, dietro sentì come un rumore di vento forte, si girò e notò che i rami avevano ricoperto interamente l’entrata.

Anche pieno di spavento, cominciò a camminare, quel corridoio sembrava non avere una fine.

Mentre attraversava quel pavimento, sentiva a disagio come se occhi indiscreti lo osservassero, lui si guardava intorno ma non vedeva niente.

Si appoggiò al muro e si accorse che era bagnato, tirò indietro la mano, strofinò le dita, per sentire la viscosità di quell’umido, ed era sangue.

Ah!”.

La paura in lui stava aumentando, senti poi come un ululato che riempì l’aria, sopra di lui c’era la notte e la Luna era alta.

Continuava a chiedersi, dove fosse e poi davanti a lui apparve come una luce, l’ululato smise e cominciò un suono che nasceva dai tasti di un pianoforte.

Seguì quella musica che aumentava pian piano che, si avvicinava, ed era una musica melodica.

Dopo qualche passo entrò in una grande sala con pareti dipinte di bianco e stucchi dorati nel soffitto.

C’erano molte persone, tutte ballavano e tutte erano senza testa e tra quelle vide la donna che aveva incontrato poco prima sulle scale.

Scorse tra quella gente che danzava vestito come un quadro antico, un uomo con la testa tremolante ed era quello che suonava il piano.

Andò da quel tizio che gli sembrava a posto rispetto agli altri quindi gli arrivò alle spalle.

Scusi?”.

Quell’uomo però continuava a suonare.

Scusi?”.

Ancora niente, quindi allungò un braccio.

Scusi?”.

Improvvisamente la testa di quella persona ruotò di trecentosessanta gradi e vide apparire davanti a se un giovane dalla lunga chioma nera, aveva occhi gentili, ma la tristezza bagnava le sue guance e non aveva bocca.

Alla faccia del normale”.

Quell’uomo rigirò la testa verso il piano e riprese a suonare, lui cominciò a camminare per la sala, in mezzo a quei corpi senza testa.

L’aria odorava d’incertezza e il ragazzo procedeva accompagnata dai suoi passi, dentro la sua testa camminava ogni tipo di pensiero.

Sollevò poi il capo e improvvisamente apparve davanti ai suoi occhi un deserto dal mantello senza fine, si girò e vide dietro di se una grossa piramide.

La sua incertezza cresceva, si diresse poi verso quella costruzione.

Vieni”, disse una voce dal tono acuto che sembrava fare parte di quell’aria antica.

Il ragazzo si ritrasse sentendo quella voce e dopo qualche istante di titubanza decise di entrare.

Dovette inginocchiarsi e gattonare, quel corridoio di pietra e sudore sembrava, non avere fine.

Davanti a lui apparve poi un muro che vide venirgli incontro, presa da timore, cominciò a indietreggiare e senti dietro di lui lo stridore della pietra sulla sabbia.

Oh, cacchio!”.

Non poteva andare né avanti né indietro, sentiva soffocarsi in quel piccolo corridoio senza uscita.

Quei muri avanzavano verso di lui.

Non voglio morire!”.

Col terrore in corpo aspettava quel nefasto presagio.

Perché?”.

Ascoltò la pietra baciargli le braccia, chiuse gli occhi cominciando a pregare, in quel momento aveva bisogno di sicurezza e la trovò soltanto in quelle parole grasse di terrore.

Quei muri avanzavano e lui sentiva il rumore delle sue ossa rompersi.

I suoi capezzoli si staccarono dalla pelle, cominciò a uscire sangue dal suo petto, il dolore che sentiva era lancinante e non poteva fare nulla se non aspettare l’oscura figura con la falce che sarebbe venuta a prenderla.

Varie parti del suo corpo cominciarono a perdere nettare vitale, senza trovare sosta.

Sentì poi la pietra di quei muri sfiorargli le orecchie, il rahazzo tremava e teneva chiusi gli occhi.

La pressione delle pareti cominciò ad aumentare, sentiva il battito della morte che gli rimbombava nella testa come un tamburo.

Gli occhi gli si aprirono e le pupille gli uscirono dal cranio rotolando prima sul corpo e poi sulla sabbia, come delle biglie.

Ah!”.

Il suo cranio esplose riempiendo quella piccola cavità di sangue; aprì poi gli occhi e si trovò, seduta per terra, dentro una stanza illuminata soltanto da una torcia appesa al soffitto.

Si guardava intorno ma vedeva solo il bacio di una tenebra macabra.

E ora che succederà?”.

Era la domanda che gli rimbombava nella testa; vide poi brillare davanti a se due occhi.

Cos’è adesso?”.

Quello sguardo cominciò a muoversi verso di lui ma chiunque fosse aveva il corpo immerso nel buio.

Senti una risata sguaiata e terrificante che lo fece rabbrividire, fissava quegli occhi con paura.

Delle gocce di brivido e terrore le scorrevano dentro la schiena a forte velocità come un treno che aveva perso i freni.

L’ombra poi si dileguò come un vento gelido e il ragazzo vide quel volto: aveva occhi cattivi con attorno dei rivoli di sangue.

La faccia era per metà scheletrica e l’altra metà, aveva dei grossi tagli sulla guancia con la carne che dondolava nell’aria come un’altalena.

Indossava un abito nero lungo che copriva interamente il suo corpo e stringeva nella mano un’alabarda.

Tu chi sei?”.

L’uomo però non rispondeva e fece un ghigno.

Che cosa vuoi da me?”.

Quell’individuo non rispose e persisteva con quella risata inquietante.

Rimanendo seduto in terra, indietreggiava pensando ancora alla morte, l’individuo si muoveva lentamente verso di lui.

Il ragazzo indietro, lui avanti, era un inseguimento lento come le gocce d’acqua che cadono da un rubinetto chiuso ma che ancora riesce a respirare.

A un tratto il ragazzo arrestò il suo muoversi, si girò e vide un muro fatto di corpi, sanguinanti, senza vita, uniti fra loro come un puzzle.

Ah!”.

L’uomo che stava avanzando verso di lei, la prese per il bavero e cominciò a trascinarla, poi la sollevò in aria e le conficcò nella schiena un gancio che tagliava come un coltello, appendendola a mezza altezza.

Ah!”.

Il dolore lancinante che sentiva aveva riempito quella stanza buia, il ragazzo guardava quell’uomo che continuava a ghignare senza parlare, il tizio poi impugnò l’alabarda.

No che fai!”.

Con un fendente gli amputò la gamba destra, l’arteria femorale cominciò a sputare sangue.

L’uomo continuava a ghignare nutrendo la sua anima affamata di cattiveria, con lo sguardo del raagazzo sempre più terrorizzato.

Diede un altro fendente con cui tagliò le gambe del ragazzo e il suo liquido vitale cominciò a zampillare come una fontana.

Ah!”.

Il dolore della giovane era immenso, poi vide l’uomo alzare nuovamente l’alabarda.

Ancora? Non ti sono bastate le gambe?”

L’uomo abbassò l’alabarda, il ragazzo lo guardò e lui non perse quel ghigno crudele dalla bocca.

La sua arma scomparve e nella mano apparve un coltello, poi l’uomo si avvicinò al ragazzo.

Che vuoi fare adesso?”.

Il tizio macabro gli prese la mano, lui era invaso dal terrore, poi accarezzò la pelle con quella lama fredda e molto affilata, e un rivolo di sangue fuoriuscì dalle vene del polso.

L’uomo passò il dito su quel taglio, poi saggiò il sangue bagnando la lingua con quel liquido rosso, rise e alzò poi il braccio.

Che fai … no!”.

Con occhi colmi di morte lanciò un fendente con il suo pugnale, che taglio la mano del ragazzo, non lasciò che l’arto cadesse ma lo prese cominciando a succhiare il sangue che colava e la fece cascare quando lo vide pallido.

Il ragazzo sentiva i suoi occhi pesanti e cominciò ad affacciarsi il respiro di Caronte che l’avrebbe accompagnato nel regno dei morti.

L’uomo poi le diede, un colpo all’addome con il suo coltello, recidendogli la carne, introdusse la sua mano ossuta nel corpo del ragazzo, tirando fuori sangue e budella.

Ah!”.

Il ragazzo soffriva e urlava ma non aveva più la forza di muoversi, stava vedendo spegnere la sua vita.

Il tizio prese le viscere del giovane e gliele mise intorno al collo, strozzandolo.

Il ragazzo dai suoi occhi gettò un ultimo ansimo di dolore, si vide immersa nella tenebra quindi spirò.

Mi svegliai di soprassalto con la fronte sudata e la schiena come una balera di nervi tremanti.

Andai il bagno e guardai quegli occhi senza vita allo specchio fui preso dall’agitazione mi soffermai a contemplare quello sguardo e…

Sti cazzi!”

Morale della storia non fare il figo e butti la multa, pagala stronzo/a poi vedi che succede con i sensi di colpa.

 

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Buona giornata, ridi perché quando non ci sarai più, rimarranno almeno i tuoi colori.

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