Greenpeace

Ξ giugno 5th, 2017 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

Le parole non bastano! Salvate i nostri mari dalla plastica!

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News – 1 giugno, 2017

Siamo entrati in azione al G20 con un messaggio chiaro

Per salvare il mare dall’inquinamento da plastica bisogna agire! Questa mattina lo abbiamo detto chiaramente ai leader riuniti a Brema, in Germania, per la Conferenza del G20 sull’inquinamento marino da plastica: 50 attivisti hanno formato la scritta umana “Act” nello specchio d’acqua vicino la sede dell’importante appuntamento politico e srotolato un banner con la scritta “per oceani liberi dalla plastica”.

 

I mari del mondo stanno soffocando sotto 8 milioni di tonnellate di plastica e imballaggi usa e getta che ogni anno dalla terra finiscono nell’ambiente acquatico. Il problema dell’invasione della plastica sta rapidamente peggiorando e per risolverlo servono fatti concreti e scelte ambiziose, non parole!

 

I potenti della terra riuniti al G20 hanno la responsabilità di guidare i Paesi versi questo cambiamento attraverso l’adozione di provvedimenti e soluzioni legalmente vincolanti.

 

Per questo stiamo chiedendo ai governi di vietare le principali fonti di produzione della plastica che finisce in mare, come primo passo fondamentale per eliminare i prodotti usa e getta di plastica, tra cui gli imballaggi e le microsfere. Tutte le aziende e i produttori di questi materiali devono obbligatoriamente dotarsi di un “Sistema di Responsabilità Estesa del Produttore” (EPR) per contribuire a risolvere il problema.

 

La plastica ha invaso la nostra vita quotidiana e ciò riflette la nostra cultura dell’usa e getta. Basti pensare ai prodotti monouso e agli imballaggi.

 

Negli ultimi 50 anni e in particolare negli ultimi decenni, la produzione globale di plastica è cresciuta in modo esponenziale. Solo tra il 2002-2013 è aumentata del 50% circa, passando da 204 milioni di tonnellate a 299 milioni di tonnellate. Questo trend è destinato a superare i 500 milioni di tonnellate di plastica prodotte all’anno, entro il 2020.

 

Greenpeace

Ξ giugno 1st, 2017 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

Dopo anni di mancato rispetto della legge, l’industria del settore ittico sarà finalmente pronta a cambiare?

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Siamo molto vicini a trasformare per sempre l’industria ittica più distruttiva.

La storia è nota a tutti. Per anni l’industria ittica ha tratto enorme vantaggio dal lavoro forzato, dalla pesca illegale, dalla distruzione degli oceani e dall’inutile mattanza della vita marina. I pescherecci per la cattura del tonno operano indisturbate in mare aperto. Spesso le aziende che ci vendono il tonno non hanno idea da dove provenga il pesce e chi lo abbia pescato.

 

La nostra campagna, diretta a Thai Union, l’azienda leader mondiale nella produzione di tonno in scatola, ha a che fare con molto più del semplice tonno. Ha l’obiettivo di cambiare l’intera industria ittica. Sappiamo che se riuscissimo a far cambiare la più grande azienda del settore anche il resto dell’industria ittica sarebbe costretto a cambiare. Lo status quo non è più tollerabile. 

Dopo due anni di appelli da parte di attivisti e consumatori, Thai Union sta dialogando con Greenpeace e sta cercando delle soluzioni per rendere più sostenibile il proprio lavoro. Thai Union sta prendendo in esame dei cambiamenti che potrebbero ridurre in modo significativo l’uso di metodi di pesca distruttivi, che potrebbero contribuire a minimizzare il rischio di lavoro forzato nella filiera, affrontare il problema della pesca illegale e di quella eccessiva, assicurare la tracciabilità dalla pesca al piatto.

Si tratta di importanti passi avanti che costituiscono un segnale per il resto dell’industria sul fatto che si debba fare meglio, altrimenti l’alternativa è rimanere indietro. La questione è: Thai Union e i suoi marchi sono pronti a portare l’industria ittica verso una nuova direzione?

Questo è il motivo per cui, nel nostro ultimo video, gatti famosi sul web, sirenette, squali, tartarughe ed esseri umani stanno spingendo Thai Union ad agire. Crediamo che tutti debbano farsi sentire – e fare pressione per ottenere le urgenti riforme di cui abbiamo disperatamente bisogno. Non c’è più tempo per i piccoli passi e le mezze misure.

 

Abbiamo bisogno dei passi avanti che Thai Union sta per intraprendere per i nostri oceani e per coloro che lavorano in mare.

Thai Union è una multinazionale proprietaria di marchi come Mareblu (Italia), Chicken of the Sea (Usa), John West (Nord Europa e Medio Oriente), Petit Navire (Francia) e Sealect (Tailandia). Fornisce anche rivenditori, marchi di cibo per animali e compagnie di ristorazione in tutto il mondo, incluso il gigante Walmart. Ecco perché è importante vincere.

Non possiamo lasciarci sfuggire questa opportunità. Unisciti a Lil Bub, Hannah Mermaid e agli attivisti di tutto il mondo, chiedi subito un’industria ittica migliore.

 

Graham Forbes

Global Seafood Markets Project Leader, Greenpeace USA

 

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