Parliamone…

Ξ marzo 31st, 2010 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

gesu187

Prima Lettura Is 50,4-9

Non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. (Terzo canto del Servo del Signore)

Dal libro del profeta Isaìa

Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo,
perché io sappia indirizzare
una parola allo sfiduciato.
Ogni mattina fa attento il mio orecchio
perché io ascolti come i discepoli.
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.
È vicino chi mi rende giustizia:
chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci.
Chi mi accusa? Si avvicini a me.
Ecco, il Signore Dio mi assiste:
chi mi dichiarerà colpevole?

Non è lecito dire che l’amico è quello che anche se non c’è è sempre presente, perché se è un vero amico ci sarà sempre, e ne si può dire che il vero amico è quello che sbaglia con te perché il vero amico è quello che vuole correggerti e aiutarti, Tu, sei anche un mio grande amico. Tu, mi aiuti a capire e quando non lo faccio è solo colpa mia. Tu, mi sei vicino e se ti sento lontano è colpa mia. Tu ,mi ami e se non sento amore è colpa mia. Tu, sei la più bella cosa che ho dentro e se non ti vedo è perché è più semplice vivere nella cecità.

 

Quando penso… (Dedicata ai disabili)

Ξ marzo 30th, 2010 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

onda1

Quando penso a quando il vento

camminava con me, un po’

del mio cuore diventa triste

perché è attraversato da un’onda

di ricordi malinconici.

Quando penso a come sono ora,

capisco che la vita ti

fa fare delle cose che credevi,

che senza l’uso di una parte

fisica di te non avresti mai fatto.

Ti accorgi che gli arti sono

solo un limite se pensi che

si viva solo con quelli,

loro servono si,

ma tu sei molto di più.

Tu per molte persone sei qualcuno

solo se sei “normale”,

ma è normale solo vivere.

Ti domandi in continuazione “Perché?”,

ma non senti risposta e

solo con gli anni puoi

provare a capirla.

Perdi una pietra e trovi un tesoro,

piangi ora e presto riderai.

Dammi la mano amico mio

perché l’uomo non può stare solo.

Dammi un sorriso perché

mai il mio battito ha

saputo essergli indifferente.

 

Parliamone…

Ξ marzo 30th, 2010 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

gesu186

Vangelo Gv 13,21-33.36-38

Uno di voi mi tradirà¿ Non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte.

Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà».
I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui.
Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.
Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire».
Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte».

Quante volte ti tradisco e ti rinnego, ma tu sei sempre lì sempre pronto ad accogliermi. Io sono il discepolo che ti tradisce, ma, sono anche quello che non vuole capire che sono io a farlo, perché è troppo impegnativo starti dietro. Spero di trovare il coraggio di venirti vicino, perché è di te che ho bisogno e sei tu l’unica acqua in grado di dissetarmi.

 

Occhi…

Ξ marzo 29th, 2010 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

occhi2

Cerco sempre degli

occhi tra i sguardi che

offre il mondo.

Sono di un colore

come una goccia di cielo

chiusa in un barattolo

di miele.

Sono come un’ostrica

che contiene una perla.

E’ quella l’anima

che cerco.

E’ uno spirito che profuma

di terre lontane.

E’ un amore trasparente,

ma è un battito che sfiori

con le dita e con la mente.

E’ la cosa più dolce

quando tutto intorno

a te ha il sapore amaro.

 

Parliamone…

Ξ marzo 29th, 2010 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

gesu185

Prima Lettura Is 42,1-7

Non griderà, non farà udire in piazza la sua voce. (Primo canto del Servo del Signore)

Dal libro del profeta Isaìa

«Ecco il mio servo che io sostengo,
il mio eletto di cui mi compiaccio.
Ho posto il mio spirito su di lui;
egli porterà il diritto alle nazioni.
Non griderà né alzerà il tono,
non farà udire in piazza la sua voce,
non spezzerà una canna incrinata,
non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta;
proclamerà il diritto con verità.
Non verrà meno e non si abbatterà,
finché non avrà stabilito il diritto sulla terra,
e le isole attendono il suo insegnamento».
Così dice il Signore Dio,
che crea i cieli e li dispiega,
distende la terra con ciò che vi nasce,
dà il respiro alla gente che la abita
e l’alito a quanti camminano su di essa:
«Io, il Signore, ti ho chiamato per la giustizia
e ti ho preso per mano;
ti ho formato e ti ho stabilito
come alleanza del popolo
e luce delle nazioni,
perché tu apra gli occhi ai ciechi
e faccia uscire dal carcere i prigionieri,
dalla reclusione coloro che abitano nelle tenebre».

Grazie Dio che nella mia vita mi hai aperto gli occhi facendomi vedere, non quanto è importante ciò che voglio, ma il valore di quelle cose che preferisco evitare perché è quello per me veramente importante.

 

La fine di una storia…

Ξ marzo 28th, 2010 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

finestoria1

Ormai c’è solo un ricordo…

non ci siamo più io e te,

ma solo due persone con la loro vita.

Eppure il mio cuore

non vuole dimenticare.

Lui si aggrappa a un ricordo,

fa quello che la mia

mente vorrebbe dimenticare.

Anche se non rimango fermo,

io continuo a camminare

e tu fai parte di quella strada.

Affido i miei passi alla Speranza,

quella Speranza che un giorno

soffierà nelle vele della nave

che porto dentro di me,

e mi farà approdare in un porto

in cui il riposo non è

solo una chimera.

 

Parliamone…

Ξ marzo 28th, 2010 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

gesu184

Vangelo Lc 22,14-23,56 (forma breve: Lc 23,1-49)

La passione del Signore.

Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Luca
In quel tempo, tutta l’assemblea si alzò; condussero Gesù da Pilato e cominciarono ad accusarlo: «Abbiamo trovato costui che metteva in agitazione il nostro popolo, impediva di pagare tributi a Cesare e affermava di essere Cristo re». Pilato allora lo interrogò: «Sei tu il re dei Giudei?». Ed egli rispose: «Tu lo dici». Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: «Non trovo in quest’uomo alcun motivo di condanna». Ma essi insistevano dicendo: «Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea, dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui». Udito ciò, Pilato domandò se quell’uomo era Galileo e, saputo che stava sotto l’autorità di Erode, lo rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anch’egli a Gerusalemme.
Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare, e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò, facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. Erano presenti anche i capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano nell’accusarlo. Allora anche Erode, con i suoi soldati, lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise addosso una splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti tra loro vi era stata inimicizia.
Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il popolo, disse loro: «Mi avete portato quest’uomo come agitatore del popolo. Ecco, io l’ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in quest’uomo nessuna delle colpe di cui lo accusate; e neanche Erode: infatti ce l’ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò, dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà». Ma essi si misero a gridare tutti insieme: «Togli di mezzo costui! Rimettici in libertà Barabba!». Questi era stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città, e per omicidio. Pilato parlò loro di nuovo, perché voleva rimettere in libertà Gesù. Ma essi urlavano: «Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Ed egli, per la terza volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò e lo rimetterò in libertà». Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano, e consegnò Gesù al loro volere.
Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: “Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato”. Allora cominceranno a dire ai monti: “Cadete su di noi!”, e alle colline: “Copriteci!”. Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?».
Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori.
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno».
Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.
Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».
Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato. Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.
(Qui si genuflette e si fa una breve pausa)
Visto ciò che era accaduto, il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente quest’uomo era giusto». Così pure tutta la folla che era venuta a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto, se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da lontano a guardare tutto questo.

Non ho niente da dire Dio mio, io ti ho crocefisso, io ti ho ucciso, io mi sono macchiato del tuo sangue. Tu mi ami, io ti ho fatto questo e lo faccio ancora. Non chiedo il tuo perdono, ti ringrazio soltanto che ti occupi di me. Ti ringrazio di essere come sei.

 

Pagina successiva »
  • Archivi