Camminando…

Ξ gennaio 31st, 2010 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

camminando1

Devi scegliere amico mio

se accontentarti di vagare

nel buio o correre nella luce.

E’ una scelta, come lo è

ogni cosa che fai.

Passi la vita nel fango e rifiuti

di farli cullare dal vento

come una piuma, che si

abbandona all’abbraccio

di una brezza che trova riposo

solo nei tuoi pensieri.

E’ lunga la strada da fare,

ma io sarò sempre con te

perché ogni tuo passo

è per me una fiaccola di

speranza che si accende

per dirmi che ne vale la pena.

 

La Parola di Dio… oggi

Ξ gennaio 31st, 2010 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

gesu127

PRIMA LETTURA – (2Sam 12,1-7a.10-17)
Ho peccato contro il Signore.
Dal secondo libro di Samuele
In quei giorni, il Signore mandò il profeta Natan a Davide e Natan andò da lui e gli disse: “Vi erano due uomini nella stessa città, uno ricco e l’altro povero. Il ricco aveva bestiame minuto e grosso in gran numero; ma il povero non aveva nulla, se non una sola pecorella piccina che egli aveva comprata e allevata; essa gli era cresciuta in casa insieme con i figli, mangiando il suo pane, bevendo alla sua coppa e dormendo sul suo seno; era per lui come una figlia. Un ospite di passaggio arrivò dall’uomo ricco e questi, risparmiando di prendere dal suo bestiame minuto e grosso, per preparare una vivanda al viaggiatore che era capitato da lui portò via la pecora di quell’uomo povero e ne preparò una vivanda per l’ospite venuto da lui”.
L’ira di Davide si scatenò contro quell’uomo e disse a Natan: “Per la vita del Signore, chi ha fatto questo merita la morte. Pagherà quattro volte il valore della pecora, per aver fatto una tal cosa e non aver avuto pietà”.
Allora Natan disse a Davide: “Tu sei quell’uomo! Così dice il Signore: La spada non si allontanerà mai dalla tua casa, poiché tu mi hai disprezzato e hai preso in moglie la moglie di Uria l’Hittita. Ecco io sto per suscitare contro di te la sventura della tua stessa casa; prenderò le tue mogli sotto i tuoi occhi per darle a un tuo parente stretto, che si unirà a loro alla luce di questo sole; poiché tu l’hai fatto in segreto, ma io farò questo davanti a tutto Israele e alla luce del sole”.
Allora Davide disse a Natan: “Ho peccato contro il Signore!”. Natan rispose a Davide: “Il Signore ha perdonato il tuo peccato; tu non morirai. Tuttavia, poiché in questa cosa tu hai insultato il Signore, il figlio che ti è nato dovrà morire”. Natan tornò a casa.
Il Signore dunque colpì il bambino che la moglie di Uria aveva partorito a Davide ed esso si ammalò gravemente.
Davide allora fece suppliche a Dio per il bambino e digiunò e rientrando passava la notte coricato per terra.
Gli anziani della sua casa insistevano presso di lui perché si alzasse da terra; ma egli non volle e rifiutò di prendere cibo con loro.

Parola di Dio.

Volere…

(A quelli che dedicano il loro tempo, poco o tanto che sia, ad aiutare gli altri)

Fuori c’è il sole,

ed è una bella giornata,

sembra quasi di guardarti,

la giornata è fredda,

ma il pensiero che ho di te,

mi scalda il cuore.

Sei anche tu, quel desiderio

che ho di toccare il cielo.

Sei anche tu, quella voglia

che ho di riuscire.

Sei anche tu, quella brama

che ho di vincere… sempre.

Sei ancora tu, sempre tu,

quella voglia che ho di volere.

Di volere ciò che la vita mi

sta facendo riassaporare.

La vita da e la vita toglie.

Una sola cosa i miei

occhi riescono però a vedere:

la vita dona sempre.

 

La Parola di Dio… oggi

Ξ gennaio 30th, 2010 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

gesu126

PRIMA LETTURA – (2Sam 12,1-7a.10-17)
Ho peccato contro il Signore.
Dal secondo libro di Samuele
In quei giorni, il Signore mandò il profeta Natan a Davide e Natan andò da lui e gli disse: “Vi erano due uomini nella stessa città, uno ricco e l’altro povero. Il ricco aveva bestiame minuto e grosso in gran numero; ma il povero non aveva nulla, se non una sola pecorella piccina che egli aveva comprata e allevata; essa gli era cresciuta in casa insieme con i figli, mangiando il suo pane, bevendo alla sua coppa e dormendo sul suo seno; era per lui come una figlia. Un ospite di passaggio arrivò dall’uomo ricco e questi, risparmiando di prendere dal suo bestiame minuto e grosso, per preparare una vivanda al viaggiatore che era capitato da lui portò via la pecora di quell’uomo povero e ne preparò una vivanda per l’ospite venuto da lui”.
L’ira di Davide si scatenò contro quell’uomo e disse a Natan: “Per la vita del Signore, chi ha fatto questo merita la morte. Pagherà quattro volte il valore della pecora, per aver fatto una tal cosa e non aver avuto pietà”.
Allora Natan disse a Davide: “Tu sei quell’uomo! Così dice il Signore: La spada non si allontanerà mai dalla tua casa, poiché tu mi hai disprezzato e hai preso in moglie la moglie di Uria l’Hittita. Ecco io sto per suscitare contro di te la sventura della tua stessa casa; prenderò le tue mogli sotto i tuoi occhi per darle a un tuo parente stretto, che si unirà a loro alla luce di questo sole; poiché tu l’hai fatto in segreto, ma io farò questo davanti a tutto Israele e alla luce del sole”.
Allora Davide disse a Natan: “Ho peccato contro il Signore!”. Natan rispose a Davide: “Il Signore ha perdonato il tuo peccato; tu non morirai. Tuttavia, poiché in questa cosa tu hai insultato il Signore, il figlio che ti è nato dovrà morire”. Natan tornò a casa.
Il Signore dunque colpì il bambino che la moglie di Uria aveva partorito a Davide ed esso si ammalò gravemente.
Davide allora fece suppliche a Dio per il bambino e digiunò e rientrando passava la notte coricato per terra.
Gli anziani della sua casa insistevano presso di lui perché si alzasse da terra; ma egli non volle e rifiutò di prendere cibo con loro.

Parola di Dio.

Si mio Dio…

Si mio Dio, lo so che mi cerchi,

lo so che mi vuoi,

sai che sto aspettando quel giorno

e so che mi sei vicino.

Quei giorni si avvicinano,

ma ora mi sento così apatico.

Mi ricordo quei giorni in cui

mi sentivo forte,

ma torneranno quei giorni.

Quei giorni in cui sentivo

il tuo respiro così vicino,

quei giorni in cui nulla di cattivo

poteva succedermi e nulla

poteva scalfirmi.

Torneranno….

Oh! Si! Torneranno…

E allora verrà il momento

di far sorridere anche li dove

è ormai scesa la sera.

 

La Parola di Dio… oggi

Ξ gennaio 29th, 2010 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

gesu125
VANGELO (Mc 4,26-34)
L’uomo getta il seme e dorme; e il seme cresce, senza che lui sappia come.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù diceva alla folla: “Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa. Poiché la terra produce spontaneamente, prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga. Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura”.
Diceva: “A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? Esso è come un granellino di senapa che, quando viene seminato per terra, è il più piccolo di tutti i semi che sono sulla terra; ma appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra”.
Con molte parabole di questo genere annunziava loro la parola secondo quello che potevano intendere. Senza parabole non parlava loro; ma in privato, ai suoi discepoli, spiegava ogni cosa.

Parola del Signore.

Ha molti modi per farsi capire da me che non lo ascolto, ma nonostante questo lui è lì che mi spiega sempre ciò che è meglio per me. Spero di imparare ad ascoltarti e di farlo prima che non riesca più a sentire.

 

La Parola di Dio… oggi

Ξ gennaio 28th, 2010 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

gesu124

VANGELO (Mc 4,21-25)
Si porta la lampada per metterla sul lucerniere.
Con la misura con la quale misurate, sarete misurati.
+ Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesù diceva alla folla: “Si porta forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? O non piuttosto per metterla sul lucerniere? Non c’è nulla infatti di nascosto che non debba essere manifestato e nulla di segreto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per intendere, intenda!”.
Diceva loro: “Fate attenzione a quello che udite: Con la stessa misura con la quale misurate, sarete misurati anche voi; anzi vi sarà dato di più. Poiché a chi ha, sarà dato e a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha”.

Parola del Signore.

Questa è giustizia!!! Io lo so, ma mi ostino a evitarla. Mi sa che sono tra quelli che saranno misurati per quello che misurano. Passo la vita a giudicare questa o quella cosa o persona e poi mi da fastidio chi lo fa con me. “Non fare agli altri ciò che non vorresti sia fatto a te”, diceva Gesù. E poi? Che faccio per gli altri? Dovrei chiedermelo più spesso e imparare a essere umile.

 

La Parola di Dio… oggi

Ξ gennaio 27th, 2010 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

gesu123
PRIMA LETTURA – (2Sam 7,4-17)
Assicurerò dopo di te la tua discendenza e renderò stabile il suo regno.
Dal secondo libro di Samuele
In quei giorni, questa parola del Signore fu rivolta a Natan: “Va’ e riferisci al mio servo Davide: Dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Ma io non ho abitato in una casa da quando ho fatto uscire gli Israeliti dall’Egitto fino ad oggi; sono andato vagando sotto una tenda, in un padiglione. Finché ho camminato, ora qua, ora là, in mezzo a tutti gli Israeliti, ho forse mai detto ad alcuno dei Giudici, a cui avevo comandato di pascere il mio popolo Israele: Perché non mi edificate una casa di cedro?
Ora dunque riferirai al mio servo Davide: Così dice il Signore degli eserciti: Io ti presi dai pascoli, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi il capo d’Israele mio popolo; sono stato con te dovunque sei andato; anche per il futuro distruggerò davanti a te tutti i tuoi nemici e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra.
Fisserò un luogo a Israele mio popolo e ve lo pianterò perché abiti in casa sua e non sia più turbato e gli iniqui non lo opprimano come in passato, al tempo in cui avevo stabilito i Giudici sul mio popolo Israele e gli darò riposo liberandolo da tutti i suoi nemici. Il Signore ti farà grande, poiché ti farà una casa.
Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu giacerai con i tuoi padri, io assicurerò dopo di te la discendenza uscita dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Egli edificherà una casa al mio nome e io renderò stabile per sempre il trono del suo regno. Io gli sarò padre ed egli mi sarà figlio. Se farà il male, lo castigherò con verga d’uomo e con i colpi che danno i figli d’uomo, ma non ritirerò da lui il mio favore, come l’ho ritirato da Saul, che ho rimosso dal trono dinanzi a te. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me e il tuo trono sarà reso stabile per sempre”.
Natan parlò a Davide con tutte queste parole e secondo questa visione.

Parola di Dio.

Ti sentirò e ti vedrò… mio Dio

Non ti vedo,

non ti sento,

e non ho ancora imparato

ad ascoltarti,

ma so che sei lì che mi guardi.

Quando non c’è via d’uscita

e mi sento perduto,

tu sei li che mi apri un varco,

mi fai vedere che niente

è impossibile per te.

Non ti vedo,

non ti sento,

ma mi fido di te

perché nella mia vita

quando intervieni Tu,

sei sempre il migliore.

Non ti vedo,

non ti sento,

ma so che anche adesso

mi stai pensando, e

mi vedi ancora come il primo giorno,

come un cucciolo bagnato

impaurito di tutto.

Non ti vedo,

non ti sento,

ma vorrei parlarti di mille cose

che tu già conosci.

Non ti vedo,

non ti sento,

ma è qui quel tuo sguardo

che non riesco a incrociare.

Quel tuo modo di osservare

sempre pieno d’amore.

Non ti vedo,

non ti sento,

ma vorrei toccarti e

raggiungere quel miracolo.

So che un giorno accadrà,

nessuno potrà togliermi questo sogno.

Ti sentirò.

Ti vedrò,

sarò cullato da quel vento

che mi porterà davanti a Te,

e solo allora saprò che starò

veramente vivendo.

Sei la roccia a cui mi aggrappo

quando il mondo crolla.

 

La Parola di Dio… oggi

Ξ gennaio 26th, 2010 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

gesu122

VANGELO (Lc 22,24-30)
Io preparo per voi un regno, come il Padre l’ha preparato per me.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, sorse una discussione tra i discepoli: chi di loro poteva esser considerato il più grande. Gesù allora disse: “I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno il potere su di esse si fanno chiamare benefattori. Per voi però non sia così; ma chi è il più grande tra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve.
Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove; e io preparo per voi un regno, come il Padre l’ha preparato per me, perché possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio regno e siederete in trono a giudicare le dodici tribù di Israele”.

Parola del Signore.

E’ un gigante, il mio Dio perché ha scelto di diventare un mio servo quando penso che lui sia troppo grande e a me non può neanche pensare. Diversamente da me è umile. Io cerco sempre di aggirare il suo sguardo, ma lui è sempre lì come un servitore fidato che mi segue ed è sempre attento a ciò che dico o faccio. CHE DIO!!!

 

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