Cupiweb…

Ξ 9 Gennaio, 2020 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

La gentilezza a portata di penna

Se vuoi conquistare qualcuno
con una parola gentile …
Mi dai la possibilità di
aiutarti con i miei versi?
Se ti va contattami:
peppe@runner74.it
(la mia unica ricompensa
è il tuo buon umore)

 

Ermenegilda…

Ξ 24 Dicembre, 2019 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

Adesso basta!

Stasera sono convinto delle mie idee, adesso esco e acchiappo qualche bambolona ma se proprio devo, anche na bambola di pezza per risolvere la serata, meglio non fare lo schizzinoso.

Quella sera con occhi cattivi e convinti andai dal mio amico Asdrubale ma al bancone del bar vidi una gnocca ancestrale, e si notava subito che era una ragazza che si poteva prendere di petto, aveva un body, sudato ma non era lei erano i cd.

Quelle gocce di fatica c’erano perché i capezzoloni modello, appendiabito e spingevano la copertina per le bocce verso l’esterno.

Mi avvicinai con passo arrapato … ehm, felpato … ehm, mi sono scordato che l’ultima volta che ho dato un passo “la ragazza del balcone” stava a poppà.

“Asdrubale non c’è?”.

“Ha venduto il locale a mio padre, ha dovuto cederlo per problemi con il fisco”.

“Come ti chiami”-

“Elettra”.

“Tuo padre si chiama, Agamennone?”, dissi sorridendo.

“Sì, perché lo conosci”.

Ma che anno è?

Gli chiesi poi se il cuoco si chiamava Menelao che storicamente, era il fratello, aveva occupato il posto di Vercingetorige, in effetti, ha fatto bene a licnziare il cuoco, era troppo avanti.

“Tuo padre è andato a Troia?”, dissi sorridendo.

“Eccolo”.

La vidi indicare la porta mi girai e la guardai indicare un uomo dall’aspetto tipo Uomo di Neanderthal co na barba che mi pareva il sosia di Bin Laden, lo vidi andare verso la figlia.

“CIAO FIGLIA”, disse con una voce tipo Fausto Leali con il mal di gola e un etto di catarro con il grilletto alzato.

Poi ripensai alla mia domanda, guardai lei, guardai lui, poi capì …

Sì, si è andato a troia.

A un certo punto vidi entrare nel locale una tipa che assomigliava ad Angelina Jolie, si era messa a sedere su un tavolo e ti pare che non andavo da lei, era gnocca nell’anima ma talmente gnocca che cominciai a vedere Giovanni Rana che mi strizzava l’occhio.

“Ciao come ti chiami?”

“Ermenegilda”, mostrandomi dei dentoni invisibili.

Ma che è?

Le becco tutte coi nomi più belli, vabbè meglio non pensarci.

“Ti andrebbe di uscire?”.

Si girò verso di me, accarezzando i capelli, spostandoli dietro l’orecchio, apparve all’orizzonte un neo grande come una pallina di vetro visto il colore, direi uno stronzetto di pecora con Riccardo Cocciante sopra.

Non giudicare resisti, Pè, facciamo finta di niente!

Uscimmo e cominciammo a camminare, poi mi prese la mano, ogni tanto la guardavo, ma non sempre per evitare incontri ravvicinati dal terzo tipo con una qualche portiera, peregrina o un paraurti solitario.

“Ti va d’andare a mangiare qualcosa?”, gli chiesi.

“Va bene”.

Mi portò nel paese di fianco in un ristorantino niente male aveva un nome particolare ma ci sono abituato: “La vacca in cucina”, chissà se tenevano veramente una vacca tra i fornelli.

“No, non c’è una vacca tra i fornelli”, mi disse.

“…”.

Oddio spero che non mi abbia letto nel pensiero prima.

“Si”.

“Però sono ancora qui”.

“Per questo sono uscita con te”.

Venne poi una persona che prendeva gli ordini vestita da contadino, cominciai a capire perché il locale si chiamava a quel modo.

Ermenegilda si prese una semplice pizza con una birra, fin lì tutto apposto ed io quando dovevo pensare andavo in bagno, per non farmi leggere il pensiero.

Chiamarlo così era un complimentone, le vacca è in cucina ma credo che i maiali li mettevano ar cesso.

Però era una precisa mentre mangiava, niente pollo tra i denti, e niente radicchi sventolanti, avevo paura, non me la tiro ma qualcosa doveva succedere, andava troppo bene.

Ah, dimenticavo di dirvi che l’ordinazione l’ha portata un tizio vestito da vacca con altre due gambe finte, collegate alle sue, per reggere il culatello.

Avevo sentito che chiudeva da maggio a ottobre e posso anche capirlo stacci tu co na vacca sintetica, addosso, d’estate.

Mi raccontò che cinque anni prima i genitori erano partiti per un giro del mondo e l’avevano lasciata a casa da sola.

La divertiva il fatto che doveva sempre cavarsela e gli piaceva parecchio, molte sue amiche la facevano sorridere perché non sapevano fare niente.

Mangia tranquilla, sa cucinare, si sa occupare della casa, ma sarà vera?

Si sono vera”, disse mettendomi una mano sul viso.

“…”.

Finimmo poi di mangiare, ci dirigemmo verso l’uscita …

“Andiamo a casa mia?”.

Ma si io vado.

“Non hai paura né di Riccardo Cocciante né dei denti invisibili?”.

“No”.

Cominciammo a camminare e ci venne incontro Giovanni Rana che mi sorrise schiacciando l’occhietto e poi andò via.

Mi disse che casa sua era un po’ distante ma avevo la batteria piena quindi il “Run machine” va.

“Devo dirti una cosa”.

“Dimmi”.

Si tolse lo stronzetto di pecora dalla guancia e una specie di nastro dai denti che li rendeva trasparenti.

Mi comparve davanti alla curva che cantava “Notti Magiche”, la canzone di Italia 90, fui preso da commozzione.

Era proprio wow, le gambe erano proprio belle, chissà a che ora aprivano, senza che vi descrivo il resto dico solo che sembrava un corpo scritto a matita.

Non ero così felice da anni, ok esagero, ma vorrei vedere voi nei miei panni e poi vi starebbero larghi, io sono diversamente magro.

“Devo dirti un’altra cosa”.

“Dimmi”.

“Io non leggo nel pensiero è che gli uomini con cui sono uscita la pensano tutti allo stesso modo”.

Arrivammo poi a casa sua, l’ascensore sembrava che l’avevano lavato e si era ristretto, ci entravo a malapena.

“Scusa per l’ascensore”.

“Perché l’hai comprato tu?”.

Ci mettemmo comodi sul divano, io no perché mi porto sempre la sedia da casa, non si sa mai.

Mentre stavamo parlando, mi baciò, che è anche da capire, non ha resistito al fascino del maschio latino, ok, direte voi: “C’era un altro con te?”, ma so che è tutta invidia.

“Se aspetti mi vado a mettere comoda”.

“Se vuoi, vengo e ti aiuto?”.

“Ok, se vuoi, vieni”.

La vedevo camminare e guardare quelle chiappette fare la ola, mi aveva fatto emozionare, la seguì in camera e la vidi togliersi la maglia e i pantaloni.

Aveva della bella merce sulla bancarella.

“Ti piaccio?”.

“Ci devo pensare, tu, però continua non fare caso a me”.

Si girò di spalle, togliendosi il reggiseno, io mi sentivo un indurimento fisico poi fu il turno delle mutande ed era bello vedermi un cu lo davanti alla faccia.

“Adesso mi giro sei pronto”.

No sono ingrifato.

Quando si girò …

Niente capezzoli a nord, ne baffi al sud.

“Ti piaccio, non sembro una bambola”.

Se volevo una bambola andavo in un negozio e me ne compravo una.

Arrivò poi il momento del tradizionale mal di pancia, cominciando la mia recitazione.

“Ah, ho un forte mal di stomaco, chissà cosa avrò mangiato che mi ha fatto male, meglio che torno a casa e vado a dormire, quand’è così”.

“Strano non hai mangiato granché”.

“Che culo, che ho, proprio ora che mi stava piacendo”.

Come un calcio nelle palle.

“Ci sentiamo allora”.

Sì ma urla forte.

Poi riuscì a uscire da quel palazzo, quindi ripresi la via di casa e me ne andai a dormire con il volto disegnato dalla sfiga e abbracciato alla paranoia.

 

Buona giornata, sii gentile, offri al cuore le tue sensazioni.

Ξ 15 Agosto, 2019 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

sorriso1

 

Ora è tua…

Ξ 9 Agosto, 2019 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

 

Muovi passi che non conoscevi,

per anni sei stato in attesa

di sentirti vivo e ora

è giunto il momento,

ora puoi essere te,

quel te che ha vissuto,

celato dalle tue false certezze.

Ti eri ubriacato di routine

lasciando che il meglio

di te corresse via, non trovando

mai tempo per acciuffarlo.

Ora però resta con me

perché un nuovo giorno

deve venire, ed è il nostro.

Ora è tua … la vita è solo tua

e di nessun altro.

aquila1

 

Buona giornata, ogni persona ha il suo significato, trova sempre tempo per amare.

Ξ 17 Luglio, 2019 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

sorriso1

 

Buona giornata, vita è quando sorridi nel momento in cui non c’è più, niente da ridere.

Ξ 17 Giugno, 2019 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

 

Buona giornata, l’allegria è il vento che muove la vita verso un viaggio senza fine.

Ξ 16 Giugno, 2019 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

 

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