Greenpeace

Ξ febbraio 24th, 2017 | → 0 Comments | ∇ Notizie |

Una vita da prosumer

Mi chiamo Pasquale Pizzichetti e vivo con la mia famiglia in un villino bifamiliare a Portogruaro, una cittadina in provincia di Venezia. Sono un geometra, con studio professionale a casa.

Dieci anni fa abbiamo installato in casa due impianti solari: uno fotovoltaico da circa 6 kWp per l’energia elettrica, uno termico per l’acqua calda da 6,5 kWp. Da notare che l’impianto fotovoltaico è in regime di scambio sul posto quindi, anche se non siamo in casa, l’energia prodotta diventa un credito da utilizzare quando non c’è il sole. L’ideale è però usare subito l’energia prodotta, senza affidarsi alle reti di distribuzione che, notoriamente, hanno delle inefficienze.

L’abitazione si riscalda con caldaia a gas metano, con il contributo dell’impianto solare termico che fornisce anche l’acqua calda sanitaria. Non usiamo la legna per via delle grandi emissioni di inquinanti nell’ambiente e dentro casa.

Alcuni elettrodomestici in casa sono stati scelti appositamente per usare al meglio queste risorse. Pertanto abbiamo la lavastoviglie e la lavatrice che vengono alimentate con doppio carico, cioè con tubi separati per acqua calda e fredda, e possono essere avviate ad un orario diverso. In questo modo prelevano energia e acqua dagli impianti solari.

Abbiamo un’asciugatrice a pompa di calore che ci aiuta a ridurre i consumi e a completare il bucato, consentendoci di risparmiare fino al 70% con lo stiro.

Per cucinare, abbiamo un piano di cottura elettrico ad induzione che ha una altissima efficienza, maggiore del 90%.

Per muoverci, oltre ad una bici elettrica a pedalata assistita, abbiamo da circa 4 anni anche una vettura completamente elettrica a batteria, con la quale si percorrono 15 mila chilometri all’anno. La usa soprattutto mia moglie per andare a lavoro, lei è un agente immobiliare.

Facciamo la raccolta dell’acqua piovana per uso orto e giardino. Inoltre, abbiamo la compostiera per il rifiuto umido: in questo modo, oltre a riciclare il più possibile, pesiamo il meno possibile sui servizi cittadini.

Siamo soci dal 2016 di una cooperativa energetica che si chiama ènostra. È la prima del suo genere in Italia e ne siamo orgogliosi. Quindi, quando non c’è il sole o c’è brutto tempo, preleviamo energia proveniente da questo fornitore etico 100% rinnovabile, visto che che la sua politica è quella di rifornirsi solo da piccoli impianti fotovoltaici e idroelettrici. Consiglio vivamente una scelta del genere, si tratta di un’operazione semplice che non costa nulla. Inoltre è una scelta che si può fare in autonomia, anche se vivete in condominio.

Quanto costa essere prosumer?

Innanzitutto occorre pianificare insieme a un professionista del settore le soluzioni per produrre energia da fonte rinnovabile. Soprattutto, questa scelta va condivisa con la famiglia, perché deve essere uno sforzo comune.

In termini di denaro ecco alcune cifre.

L’impianto solare termico a circolazione forzata, cioè con accumulo e integrazione al riscaldamento con la caldaia, costa attorno ai 7.500 euro. Tra l’altro, ho scritto un libretto in formato elettronico che spiega come condurre un impianto di questo tipo. Lo trovate online anche su Amazon Libri.

L’impianto solare fotovoltaico è stato installato nel 2007 e allora è costato parecchio, cioè 7 mila euro al kWp, ma oggi si è quasi ripagato grazie agli incentivi. Attualmente questi non ci sono più, ma un impianto di questo tipo costa molto meno e cioè attorno ai 2 mila euro al kWp. In compenso ci sono detrazioni fiscali per chi decide di optare per questa soluzione per la propria abitazione.

Consiglio fortemente di adottare impianti di produzione solari, perché sono soldi ben spesi per la famiglia e per l’ambiente. Difficilmente potrete autoprodurre energia in altro modo, e dopo tutto bisogna adoperarsi per lasciare un mondo più pulito ai nostri figli.

L’auto elettrica costa mediamente il doppio di una vettura normale e nel nostro caso è costata 23 mila euro, ma abbiamo goduto dell’incentivo economico dell’epoca (2013). Oggi, tuttavia, si possono trovare vetture elettriche usate in ottime condizioni, a meno di metà prezzo. Pensate che non si paga il bollo, l’assicurazione RCA costa attorno ai 100 euro annui, il tagliando per le auto elettriche molto semplici meccanicamente costa solo 60 euro annui e, dulcis in fundo, con 2 o 3 euro di energia elettrica si percorrono 100 km. Se poi l’energia è autoprodotta, il cerchio si chiude. Stesso discorso per la bici elettrica.

Questo è un passaggio importante per la famiglia: ci si sente molto bene alla guida di un veicolo elettrico, non inquinando ed utilizzando il proprio “combustibile!”.

Il piano di cottura elettrico a induzione costa due volte quello a gas, cioè tra i 400 e 600 euro a seconda della marca e del modello. In compenso ha una alta efficienza, cioè utilizza bene l’energia e, soprattutto, è sicuro e preciso.

Tutto questo comunque non si realizza in un solo giorno, ma si fa col tempo. Noi ci abbiamo messo sei o sette anni. Basta volerlo, e ogni occasione è buona per introdurre una innovazione. Noi abbiamo sfruttato una manutenzione straordinaria a seguito del cambio casa dieci anni fa. E poi, man mano che si presentava l’occasione, in presenza di incentivi o guasti agli elettrodomestici.

 

Greenpeace

Ξ febbraio 23rd, 2017 | → 0 Comments | ∇ Notizie |

La normalità forzata delle vittime di Fukushima

La normalità forzata delle vittime di Fukushima

Il governo giapponese vuole ripopolare un villaggio ancora altamente radioattivo. I sussidi per i cittadini allontanati dall’area contaminata non sono più disponibili, e in molti non hanno scelta.

Iitate è una cittadina giapponese di semila abitanti, che si trova a nord ovest dei reattori distrutti della centrale nucleare di Fukushima Daiichi. E’ tristemente nota per essere uno dei siti più pesantemente contaminati dal disastro nucleare del 2011.

A fine marzo 2017, per la prima volta, i seimila abitanti di Iitate, potranno tornare alle loro case. Per coloro che non possono permettersi una sistemazione alternativa a proprie spese, si tratta di una scelta obbligata.

 

I dubbi e le paure della popolazione

Iitate si trova a nord ovest dei reattori distrutti della centrale nucleare di Fukushima Daiichi.  E’ un’area molto vasta e, ad oggi, gli sforzi di decontaminazione del governo giapponese si sono concentrati solo nelle aree immediatamente attorno alle case, ai campi agricoli e in strisce di 20 metri lungo le strade pubbliche.

La popolazione di IItate si chiede a quale dose di radiazioni sarà esposta, non in un anno, ma nel corso di decenni, e cioè nel corso della loro vita. Una domanda fondamentale, che le autorità giapponesi continuano ad ignorare.

Lo chiamano “ritorno alla normalità”, ma quale genere di normalità può scaturire da una condizione che presenta tutti questi rischi e incertezze?

 

Nel marzo 2011 siamo stati i primi a chiedere l’evacuazione di quest’area e, subito dopo, abbiamo inviato un team di radioprotezione.  A novembre 2016 abbiamo effettuato l’ultima misura di radioattività nelle zone di Itate. La nostra indagine ha riguardato anche il campionamento del suolo, la misurazione degli “hot spots” (i cosiddetti “punti caldi”) di contaminazione radioattiva e il recupero dei dosimetri che erano stati installati in due case nel febbraio del 2016.

I valori di radioattività sono relativamente elevati, sia all’interno che all’esterno delle case, e mostrano che esiste ancora un rischio radiologico inaccettabile: i cittadini che torneranno a Iitate saranno esposti al rischio equivalente a quello di una radiografia del torace a settimana. Questo non è normale o accettabile», ha detto Ai Kashiwagi, della campagna Energia di Greenpeace Giappone.

Le nostre richieste

Chiediamo che il governo giapponese non forzi il ritorno dei cittadini nella Prefettura di Fukushima, senza effettuare prima una completa analisi scientifica e senza interpellare la popolazione!

 

Greenpeace

Ξ febbraio 21st, 2017 | → 0 Comments | ∇ Notizie |

Nessun ritorno alla normalità per gli sfollati di Fukushima

Ad un un anno dalla cessazione delle compensazioni economiche ai cittadini evacuati, il governo giapponese ritirerà – non più tardi del 31 marzo prossimo – l’ordine di evacuazione per 6 mila cittadini da Iitate, villaggio che si trova a nord ovest dei reattori distrutti della centrale nucleare di Fukushima Daiichi, nonché uno dei siti più pesantemente contaminati dal disastro nucleare del 2011.

Da una recente indagine condotta da Greenpeace Giappone è emerso che i livelli di radioattività riscontrati nelle case di Iitate sono ben al di sopra degli obiettivi a lungo termine prefissati dal governo nipponico, con i livelli di esposizione annuali che, estesi nel corso della vita delle persone, presenterebbero un rischio superiore alle norme per i cittadini che torneranno nell’area.

 

Lavoro

Ξ febbraio 20th, 2017 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

Bando per postini 2017: ecco come e dove candidarsi

 LAVORO
Bando per postini 2017: ecco come e dove candidarsi

 

Poste Italiane cerca portalettere per la stagione primaverile e per quella estiva nell’ambito del ‘Bando per postini 2017‘. Per candidarsi all’offerta lavorativa – che prevede un contratto di assunzione a tempo determinato – c’è tempo fino al 5 marzo.

I requisiti richiesti sono il diploma di scuola media superiore (con votazione minima 70/100) o diploma di laurea, anche triennale (votazione minima 102/110).

Il candidato dovrà inoltre essere in possesso della patente di guida - dal momento che la mansione richiede l’utilizzo del motomezzo aziendale per il trasporto della corrispondenza – e dell’idoneità generica al lavoro, che in caso di assunzione dovrà essere documentata tramite certificato rilasciato dalla ASL di appartenenza o dal proprio medico curante.

Per inviare la propria candidatura è necessario compilare il form online presente sul sito di Poste Italiane nella sezione ‘Lavora con noi’.

L’avvio dell’iter di selezione, si legge nel bando, sarà anticipato da una chiamata dell’ufficio Risorse Umane Territoriali di Poste italiane, alla quale seguirà una mail all’indirizzo di posta elettronica indicato in fase di adesione (è dunque consigliabile controllare periodicamente la casella di posta elettronica a partire dalla seconda settimana di marzo).

La mail sarà inviata dalla Società Giunti OS ”info.internet-test@giuntios.it” – incaricata da Poste Italiane per la somministrazione del test attitudinale online - e, recita sempre il bando, “conterrà l’indirizzo internet a cui collegarsi per effettuare il test e tutte le spiegazioni necessarie per il suo svolgimento”.

I candidati che avranno superato il primo step saranno contattati dal personale di Poste Italiane per il passaggio alla fase successiva, che prevede “un verifica in aula del test già svolto a casa, un colloquio e la prova d’idoneità alla guida del motomezzo“, la quale sarà effettuata su un motomezzo 125 cc a pieno carico di posta.

E’ bene ricordare, infine, che il candidato potrà scegliere una sola area territoriale di preferenza tra quelle indicate nel bando, ovvero:

Piemonte: Torino, Vercelli, Novara; Cuneo; Asti; Alessandria; Biella, Verbano-Cusio-Ossola

Valle d’Aosta

Liguria: Imperia; Savona; Genova; La Spezia

Lombardia: Varese; Como; Sondrio; Milano; Bergamo; Brescia; Pavia; Cremona; Mantova; Lecco; Lodi; Monza e Brianza

Trentino Alto Adige: Bolzano; Trento

Veneto: Verona; Vicenza; Belluno; Treviso; Venezia; Padova; Rovigo

Friuli Venezia Giulia: Udine; Gorizia; Trieste

Emilia Romagna: Piacenza; Parma; Reggio nell’Emilia; Modena; Bologna; Ferrara; Ravenna; Forlì-Cesena; Rimini

Marche: Pesaro e Urbino; Ancona; Macerata; Ascoli Piceno; Fermo

Friuli Venezia Giulia: Pordenone

 

Movisol

Ξ febbraio 19th, 2017 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

Trump imperturbato dall’isteria orchestrata da Londra, Obama e i media

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Né il Presidente Donald Trump né lo statista Lyndon LaRouche sono perturbati dal disperato tentativo dell’Impero Britannico e dei suoi lacché americani di affossare il governo dell’ex colonia. In risposta alla criminalizzazione dei colloqui con i russi, su twitter.com Trump ieri scriveva tranquillamente che si tratta piuttosto di considerare se la comunità d’intelligence americana abbia commesso reati. Senza parlare direttamente di tradimento, Trump ha puntato il dito sulla NSA e sull’FBI, poiché impegnate una rivoluzione colorata contro gli Stati Uniti.

“Il vero scandalo, qui, è che le informazioni riservate sono spacciate illegalmente dall”intelligence’ come caramelle. Una cosa davvero in-americana!”

E poi:

“L’informazione è passata in modo illegale ai falliti @nytimes e @washingtonpost dalla comunità dell’intelligence (NSA e FBI?)”.

“Proprio come fa la Russia”, ha aggiunto ironicamente.

Nel frattempo, in un’intervista con il redattore del San Francisco Review of Books, Joseph Ford Cotto, ha pubblicata il 15 febbraio, LaRouche ha detto:

“Trump ha promesso di investire mille miliardi di dollari nelle infrastrutture di cui v’è bisogno urgente e ha promesso l’adozione di un Glass-Steagall Act per il XXI secolo. Se farà quanto promesso per le infrastrutture, necessiterà di quella riforma per finanziarle… Stiamo parlando di Trump in quanto nuovo leader degli Stati Uniti. Ha promesso di ricostruire l’economia americana e non mancano grandi precedenti di presidenti americani che fecero uso del Sistema Americano di Economia [Politica] come fu sviluppato da Alexander Hamilton, in esplicito contrasto con il Sistema Britannico del Liberoscambio. Quello fu il sistema efficace nel passato e che funzionerà ancora una volta. Ora, la vittoria elettorale di Trump costituisce la possibilità di una resurrezione dell’economia americana”.

Ciò che i britannici, le loro marionette Barack Obama, George Soros, John McCain e i media sono isterici soprattutto per il fatto che Trump ha promesso di ridare vita alle politiche economiche di Franklin Roosevelt, mentre ha già ricostruito quella coalizione rooseveltiana a livello internazionale (Stati Uniti, Russia e Cina) che sconfisse il nazifascismo. Mentre Joseph Dunford, presidente del comando supermo dell’esercito, incontra la sua controparte russa il gen. Valerij Gherasimov in Azerbaijan, il Segretario di Stato Rex Tillerson incontra la sua controparte russa Sergej Lavrov a margine dell’incontro dei Ministri degli Esteri del G20 in Germania. Saranno anche questi accusati di “intelligenza con il nemico” da coloro che continuano, sia nel partito democratico sia nel partito repubblicano, a seminare guerra?

La scorsa settimana Trump non ha soltanto telefonato al Presidente cinese Xi Jinping per discutere di sviluppo economico, ma ha riempito il suo Forum sulla Strategia e e la Politica, incaricato di ripristinare “la crescita economica, la creazione di occupazione e la produttività” degli Stati Uniti, di dirigenti d’azienda che mantengono relazioni molto strette con la Cina. Il suo presidente è Stephen Schwarzmann, capo del private equity fund Blackstone Group, posseduto al 9,3% dalla China Investment Corporation, che è il fondo sovrano d’investimento di Pechino. Schwarzmann ha attivato il programma educativo Schwarmann Scholars da 100 milioni di dollari, che ha sede presso la prestigiosa Università di Tsinghua, della cui Scuola di Economia e Direzione Schwarzamnn è consigliere, insieme all’A.D. Mary Barra di General Motors, Jamie Dimon di JPMorgan Chase, Doug McMillan di Wallmart e Elon Musk di Tesla Motors. Trump si è circondato di dirigenti d’azienda profondamente coinvolti dal miracolo economico cinese.

Come l’ha messa Helga Zepp-LaRouche il 4 febbraio, parlando a Manhattan, se Trump riuscirà a immergere gli Stati Uniti nel processo della Nuova Via della Seta cinese, egli:

“non soltanto sarà un grande presidente americano, ma se riuscirà a mobilitare il suo Paese per unirsi alla Cina nell’immediato, passerà alla storia come uno dei giganti di tutta la storia universale”.

L’Impero Britannico sta reagendo alla minaccia di estinzione. Con l’uso della guerra come mezzo di imporre un dominio politico ed economico sulle nazioni sovrane. Le menzogne assolutamente assurde e pretestuose sfornate dalla NSA e dall’FBI, dai neocon sconfitti intorno a Obama in entrambi i partiti, e dalla stampa egemone negli Stati Uniti, sono credute soltanto dai pochi che rifiutano di pensare e chiedono di essere ridotti in schiavitù.

Questo è il momento della vittoria, dell’ottimismo e di unirsi alla battaglia di LaRouche per i comuni scopi dell’umanità. Come ha scritto Joseph Cotto nell’introduzione all’intervista con LaRouche:

“Che si legga le sue teorie sulla musica classica o quelle sulla tecnologia spaziale, desta meraviglia il fatto che un singolo concittadino sia capace di detenere così tanta conoscenza di un insieme così diversificato di temi…. mi sembra chiaro che, in virtù dell’immensa complessità della sua opera lunga una vita, lo scopo omnicomprensivo è di innalzare il livello della civiltà in modo che il massimo numero possibile di persone goda di livelli di vita più che decenti”.

Questo è ciò che il poeta tedesco della libertà, Friedrich Schiller, significò, nel sottolineare che si è davvero umani soltanto quando si è contemporaneamente partioti per la propria nazione e cittadini del mondo.

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Greenpeace

Ξ febbraio 18th, 2017 | → 0 Comments | ∇ Notizie |

L’Europa deve assumere la leadership per la Pace con le energie pulite

 

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Ogni anno, la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco accoglie i decisori più importanti per discutere delle criticità nella sicurezza internazionale.

Quest’anno sarò con loro. E anche se sono certa che sarò in disaccordo con molti dei partecipanti su numerose questioni, e dirò con chiarezza che Greenpeace non può accettare la nozione di sicurezza basata sulla potenza militare, sono sicura di almeno una cosa: la maggioranza dei partecipanti concorderà che il cambiamento climatico è una minaccia fondamentale alla sicurezza internazionale.

Con tutti i loro errori, gli apparati militari e di intelligence sono stati molto chiari sulle minacce del cambiamento climatico, e tra i primi a prepararsi a fronteggiarle. Da un decennio ormai, in particolare l’apparato militare degli Stati Uniti ha identificato il cambiamento climatico come una minaccia sostanziale alla sicurezza. L’ultima Strategia per la Sicurezza Nazionale statunitense ha posto il cambiamento climatico al livello dei rischi maggiori, assieme al terrorismo, alle crisi economiche e alla proliferazione di armi di distruzione di massa.

Alla Conferenza di Monaco è attesa la presenza di rappresentanti di alto livello dell’amministrazione degli Stati Uniti, tra cui il Vice Presidente Mike Pence e il Segretario alla Difesa James Mattis. Chiederanno all’Unione europea di assumersi maggiori responsabilità per la propria sicurezza. Credo anch’io che l’Europa debba farlo. Ma non come chiedono il Presidente Donald Trump e la sua amministrazione, ovvero investendo più soldi nelle spese militari o alzando muri più alti o difese più forti. Casomai, il contrario.

L’Europa deve rispondere alla richiesta statunitense di maggiori responsabilità con un progetto ambizioso di Pace e sicurezza che porti una visione chiara e una speranza ai propri cittadini e alle persone in tutto il mondo.

L’Europa resta un attore cruciale nell’arena internazionale. È ora che utilizzi questa posizione per promuovere la Pace e per affrontare con urgenza il cambiamento climatico con una politica energetica globale che promuova le fonti rinnovabili. L’Ue deve dimostrare una leadership costringendo gli Stati Uniti ad accettare la realtà del presente e ad affrontare il cambiamento climatico quale fondamentale minaccia per la sicurezza. E l’Europa deve diventare un esempio guida di un nuovo tipo di prosperità che non deriva da alti costi ambientali o dallo sfruttamento delle popolazioni più indigenti.

Piuttosto, l’Ue deve promuovere la Pace affrontando le cause fondamentali delle guerre. I conflitti sono sempre complessi e le “guerre per le risorse” non sono certo una novità. Ma osservando gli attuali conflitti in aree come l’Iraq, l’Ucraina, il Sud Sudan, il Mar Cinese Meridionale e la Nigeria, è ovvio che l’accesso, il trasporto e quindi la dipendenza da fonti fossili gioca un ruolo cruciale.

Nel 2003, Mattis chiese ai pianificatori del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti di “svincolarsi dai lacci del carburante”. Aveva ragione su quello, e la sua richiesta adesso è più urgente che mai. I nostri governi devono liberarci dalle pastoie dei combustibili fossili e garantirci una reale sicurezza. Abbiamo una lunga strada davanti. Se cercate termini come “politiche di sicurezza” tra le immagini di Google, troverete uomini in uniforme, aerei da combattimento, barriere e oleodotti a non finire. Non ci troverete turbine o impianti fotovoltaici, materiali isolanti o finestre con doppi vetri. Ma sono queste le “armi” che dobbiamo dispiegare per creare un ordine mondiale più sicuro.

La posta non è mai stata così alta. Donald Trump sta promettendo di trattenere gli Stati Uniti nell’epoca dei combustibili fossili, raddoppiando la produzione di petrolio, gas e carbone. Pure se non riuscisse a fermare la rivoluzione energetica globale orami avviata, l’ex boss della ExxonMobil Tillerson, come Segretario di Stato comunque ci avvicina al rischio reale di una diplomazia amica del petrolio, che può accelerare i conflitti globali e un catastrofico cambiamento del clima.

L’Europa non può permettere che questo accada. I leader europei che saranno presenti alla conferenza – la Cancelliera Merkel, il Presidente del Consiglio Ue Tusk, l’Alto Rappresentante Ue Mogherini o i Ministri degli Esteri Gabriel, Ayrault e Johnson – devono tutti dire a Pence e Mattis, a Monaco, che le discussioni sulla sicurezza transatlantica devono sempre includere la lotta al cambiamento climatico. E devono dire con chiarezza che l’Ue contribuirà alla Pace e alla sicurezza con una nuova economia basata sull’energia pulita.

A Monaco, i leader europei devono dire agli ospiti statunitensi che le politiche europee estere e di sviluppo ci porteranno a una economia globale a zero emissioni di carbonio al più tardi entro il 2050. Questa economia, efficiente, decentralizzata e basata sulle fonti rinnovabili non porterà stabilità solo all’Europa, ma al mondo intero. A Monaco, l’Ue deve prendere l’iniziativa e mostrare una vera leadership e una responsabilità globale. Sarò li, osserverò con attenzione, e li sfiderò se falliranno questo test di responsabilità.

 

Movisol

Ξ febbraio 18th, 2017 | → 0 Comments | ∇ Notizie |

La separazione bancaria: unica alternativa al furto dei nostri risparmi

 

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Il 7 febbraio la Commissione Finanze al Senato, presieduta da Mauro Maria Marino (PD), ha respinto tre emendamenti per la separazione bancaria presentati da Lega, Movimento Cinque Stelle e SEL, al decreto cosiddetto “salva risparmio”. Il presidente Marino li ha ritenuti “inammissibili” per “estraneità della materia”. Lo stesso presidente Marino che invece aveva giudicato “ammissibile” il vergognoso emendamento presentato dal PD per regalare 97 milioni di Euro ad un torneo di golf, al punto che è dovuto intervenire il Presidente del Senato Grasso per annullarlo. Il giorno dopo il Sen. Stefano Candiani ha sollevato in aula questo stridente contrasto, tra emendamenti per la separazione bancaria che sono forse l’unico modo per salvare i nostri risparmi, e le regalie del PD ad un torneo di golf, chiedendo giustamente che i numerosi disegni di legge per la separazione bancaria vengano discussi, e approvati, al più presto.

“Ci saremmo aspettati” ha esordito il Sen. Candiani “e lo dico al presidente della Commissione Marino, che il tema della separazione bancaria fosse affrontato seriamente. Sono legislature che in Commissione giacciono disegni di legge che, a livello di testimonianza, sono sottoscritti un po’ da tutti i rappresentanti dei Gruppi. Ma chi ci crede veramente, porta in discussione e in votazione i provvedimenti di legge che tutelerebbero seriamente i risparmiatori rispetto alla speculazione. La Commissione però non porta al nostro esame i disegni di legge sulla separazione bancaria; è evidente che c’è una volontà politica di non andare in quella direzione. È talmente evidente che qualche anno fa il presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi agì nottetempo per modificare le finalità e lo statuto della Cassa Depositi e Prestiti, rendendo possibili investimenti speculativi da parte di un’istituzione che, ancora prima dell’avvento della Repubblica, aveva sempre garantito e tutelato il risparmio, a partire da quello postale e dagli investimenti dell’amministrazione pubblica. Oggi ci troviamo con un sistema bancario allo sbando, come è stato già correttamente e precedentemente detto. Il Governo, quando ha agito, lo ha fatto per perseguire interessi personali”.

“In un momento in cui ci sono terremotati abbandonati a se stessi e imprenditori che non accedono al credito” è particolarmente urgente che il dibattito sulla separazione bancaria, attualmente in corso anche al Congresso USA, arrivi anche al Parlamento italiano, se necessario con l’intervento del Presidente Grasso.

Uno degli emendamenti presentati è quello della Sen. Laura Bottici (M5S) è recita: Art. 26-bis.

(Separazione delle attività bancarie commerciali da quelle speculative)

1. Al fine di tutelare le attività finanziarie di deposito e di credito inerenti l’economia reale e differenziare tali attività da quelle legate all’investimento e alla speculazione sui mercati finanziari nazionali e internazionali, il Ministro dell’economia e delle finanze, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, promuove con proprio decreto disposizioni volte a garantire la separazione delle banche commerciali, che raccolgono i depositi dei cittadini ed erogano il credito agli individui e alle imprese, dalle banche d’affari, che operano nei mercati finanziari attraverso l’emissione e la compravendita di titoli azionari, obbligazionari e di strumenti speculativi in genere.

2. Il predetto decreto vieta, altresì, ai rappresentanti, ai direttori, ai soci di riferimento e agli impiegati delle banche d’affari, alle banche d’investimento, alle società di intermediazione mobiliare e in generale a tutte le società finanziarie che non effettuano la raccolta di depositi tra il pubblico, di detenere posizioni di controllo e di ricoprire cariche direttive nelle banche commerciali».

Giovedì 16 febbraio il deputato di Sinistra Italiana Giovanni Paglia, anch’egli componente della Commissione Finanze, ha annunciato che chiederà al governo di fare chiarezza, durante il question time in commissione Finanze, sull’esposizione in derivati dell’Italia, denunciata da un’inchiesta del settimanale L’Espresso, chiedendo anche di poter visionare i relativi contratti, come Sinistra Italiana, insieme ai deputati di tutti i gruppi di opposizione, ha chiesto al dicastero dell’Economia da mesi. Paglia ha chiesto le dimissioni del ministro Padoan.

Il dibattito sulla separazione bancaria è urgente anche per un altro motivo: come ha rivelato l’europarlamentare Marco Zanni, l’Unione Europea non si limita ad esercitare pressioni indebite sull’Italia, ignorando bellamente l’emergenza terremoto, ma si prepara anche a dare il colpo di grazia alle banche italiane che ancora non speculano: “mentre l’attenzione degli italiani, teleguidati dai media più provinciali del mondo, è tutta concentrata su temi fondamentali per il nostro futuro, come le vicende della Raggi, il congresso del Pd o il festival di Sanremo, il progetto di «spolpamento» dell’Italia va avanti.

“L’ obiettivo sono le poche banche sane rimaste e, di conseguenza, quel poco di finanza italiana sopravvissuta all’ ultimo decennio. Lo schema di attacco è tanto semplice quanto spregiudicato. Il braccio armato, come sempre, è la Commissione europea, e l’ arma è il pacchetto sulla nuova regolamentazione bancaria. Un piccolo emendamento all’ articolo 507 del regolamento sui requisiti patrimoniali (Crr) prevede di delegare all’ Eba, l’Autorità bancaria europea, la facoltà di cambiare l’ approccio sull’ esposizione bancaria nei confronti degli Stati e del loro debito sovrano: i titoli di Stato in pancia alla banche non saranno più considerati a rischio zero se con rating inferiore alla A. Cosa significa?”

“Significa che i titoli di Stato italiani detenuti dalla banche italiane (oltre 400 miliardi) che ora hanno un coefficiente zero e cioè non richiedono capitale aggiuntivo per essere detenuti, improvvisamente diverrebbero una bomba esplosiva nei bilanci degli istituti di credito. Per quale motivo? Le banche italiane sarebbero costrette a venderli a qualunque costo, con ingenti perdite, scatenando anche una corsa verso i bond del nord Europa con un ulteriore aumento dello spread tra i nostri ed i bond tedeschi, oppure dovrebbero cercare cifre enormi per aumentare il capitale. In sintesi si metterebbero in ginocchio le poche banche italiane rimaste sane e si costringerebbe il governo a chiedere l’ intervento del Meccanismo europeo di stabilità e quindi della Troika”.

“Un piano perfetto per commissariare definitivamente il nostro Paese. Un piano possibile perché fondato su una debolezza strutturale costruita ad arte alla Ue, e cioè la scelta di mettere nelle mani dei mercati finanziari la determinazione dei tassi di interesse sul debito pubblico degli stati, togliendo la sovranità monetaria e rendendo indipendente la Bce. Un piano possibile perché costruito ad hoc contro i titoli di stato dei paesi più esposti della Ue, anche per allontanare l’ attenzione dai veri problemi delle banche europee, quello dei derivati, dei cosiddetti level-3 assets, di cui sono pieni gli istituti del nord e quelle tedesche in particolare. Per sintetizzare: prima, togliendo la sovranità monetaria e professando l’ indipendenza della Bce faccio in modo che il debito pubblico diventi un problema, poi con le regole dell’ Unione bancaria ti affosso il sistema finanziario e infine mi prendo tutto (usando anche i tuoi soldi detenuti dal Meccanismo europeo di stabilità) con un commissariamento e ti mando la Troika”.

“Quale è la reazione del governo e del Parlamento o dei vari gruppi parlamentari presenti a Bruxelles, di fronte a questo violento attacco? Non esiste, perché nessuno se ne è nemmeno accorto e forse, i pochi che se ne sono accorti, sono stati ricompensati in altro modo e messi a tacere. Noi, che a tacere invece non siamo abituati a stare, abbiamo deciso di gettare una pietra nello stagno.”

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