Movisol

Ξ gennaio 19th, 2017 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

Che cosa dice veramente Trump su politica estera, economia e sanità

Casa Bianca

A tre giorni dall’inaugurazione alla Casa Bianca, Donald Trump ha concesso un’intervista al Times di Londra ed al Bild Zeitung tedesco, in cui auspica la fine delle sanzioni contro la Russia e definisce la NATO “obsoleta”. Come era prevedibile, i principali media europei hanno riferito della prima conferenza stampa di Donald Trump concentrandosi quasi esclusivamente sul suo scontro con i giornalisti (in particolare CNN e BBC). Gli altri importanti temi da lui affrontati sono stati messi in secondo piano o ignorati, anche se i programmi annunciati da Trump, se applicati veramente, porteranno a una svolta epocale.

Politica estera: Trump non è stato difensivo sulle presunte simpatie nei suoi confronti del Presidente russo Vladimir Putin. “Se a Putin piace Donald Trump, io considero questo una risorsa e non una debolezza, perché il nostro rapporto con la Russia è orribile”. La Russia può aiutare gli Stati Uniti a combattere l’Isis, ha detto, quell’Isis che l’amministrazione Obama “ha creato” lasciando l’Iraq nel momento sbagliato. “È stato creato un vuoto in cui si è formato l’Isis. Se a Putin piace Donald Trump, indovinate un po’, ragazzi, questo si chiama un vantaggio e non una perdita. Ora, io non so se andrò d’accordo con Vladimir Putin. Spero di sì. Ma c’è la possibilità del contrario”.

Politica economica: Trump ha ripetuto la sua intenzione di ribaltare il processo di delocalizzazione industriale e riportare i posti di lavoro negli Stati Uniti. Le imprese che vogliono trasferire gli impianti all’estero e importarne i prodotti negli Stati Uniti pagheranno dazi punitivi, ha detto. “Allora, se vuoi trasferirti in un altro Paese e vuoi licenziare tutti i nostri grandi lavoratori americani che ti hanno portato lì dove sei arrivato, allora puoi spostarti dal Michigan al Tennessee e alla Carolina del Nord o del Sud, puoi tornare dalla Carolina del Sud al Michigan… non mi importa finché è all’interno dei confini degli Stati Uniti”. Ma se vuoi importare negli Stati Uniti “i tuoi condizionatori o le tue automobili o qualunque cosa tu produca” all’estero, allora “pagherai un alto dazio”.

Sanità: Trump ha annunciato che sostituirà il programma detto Obamacare con un altro sistema e costringerà le imprese farmaceutiche (“Pharma”) a ridurre i prezzi delle medicine, perché oggi “campano uccidendo la gente”.

“Pharma ha molte lobby e molti lobbisti e molto potere, e fanno pochissime gare. Noi siamo i principali compratori di farmaci al mondo eppure non facciamo le gare come si dovrebbe. Allora cominceremo a farle e salveremo miliardi di dollari nel tempo, e lo faremo con molte altre industrie”. Trump ha anche sollevato il problema dei reduci, molti dei quali soffrono per malattie contratte in combattimento ma, con la legge attuale, sono tra i gruppi sociali con meno assistenza medica. L’attacco di Trump all’industria farmaceutica è stato condiviso da Bernie Sanders, che l’11 gennaio ha scritto su twitter.com: “Trump ha ragione, pharma ‘campa uccidendo la gente’. Ma hanno, Trump e i repubblicani, il coraggio di mettere in riga le imprese farmaceutiche e abbassare i prezzi?”

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Greenpeace

Ξ gennaio 17th, 2017 | → 0 Comments | ∇ Notizie |

 

HSBC, la banca che finanzia la distruzione delle foreste indonesiane

News – 17 gennaio, 2017

Prestiti milionari ad alcune delle peggiori società nel settore dell’olio di palma

La più grande banca d’Europa presta centinaia di milioni di dollari ad alcune delle più distruttive società del settore dell’olio di palma: lo abbiamo rivelato oggi nel nostro  nuovo rapporto “Dirty Bankers”.

 

Solo negli ultimi cinque anni, HSBC ha fatto parte di consorzi bancari che hanno disposto prestiti da circa 16.3 miliardi di dollari e obbligazioni da circa 2 miliardi di dollari a sei società indonesiane (Bumitama, Goodhope, IOI, Noble, POSCO Daewoo e Gruppo Salim/Indofood) che producono olio di palma a discapito di vaste aree di foresta pluviale indonesiana, distruggendo le torbiere e gli habitat degli oranghi.

Praticamente, HSBC ha concesso prestiti e servizi finanziari a società responsabili di distruzione della foresta indonesiana e del drenaggio delle torbiere, di incendi forestali, di espropriazione delle terre ai danni delle popolazioni locali, di violazione dei diritti dei lavoratori e dello sfruttamento del lavoro minorile.

La distruzione delle torbiere da parte dei settori dell’olio di palma e della carta è riconosciuto come causa principale degli incendi forestali che ogni anno colpiscono l’Indonesia. Un dramma che ha delle conseguenze pesantissime per tutto il Pianeta e per chi vive in quei luoghi: uno studio delle università di Harvard e Columbia ha stimato in più di 100.000 le morti premature per la crisi ambientale e sanitaria del 2015 in tutto Sud-Est asiatico.

A fare tragicamente i conti con la distruzione di questo prezioso ecosistema sono anche gli orango del Borneo, che nella “Lista Rossa” dell’ International Union for Conservation of Nature sono passati  da specie da “in pericolo” a specie “in pericolo critico” a causa della conversione delle foreste in piantagioni.

I vincoli con società colpevoli delle suddette pratiche rappresentano una violazioni delle politiche di sostenibilità di HSBC. Se HSBC è una banca rispettabile, con politiche responsabili sulla deforestazione, come sostiene, allora perché finanzia chi distrugge le foreste? Non dovrebbe destinare miliardi a società che soffiano sul fuoco!

Questo è quello che chiediamo alle banche che offrono prestiti o altri servizi finanziari a società o gruppi di società che operano nel settore dell’olio di palma:

  • Rivelare i dettagli dei servizi finanziari forniti a società o gruppi di società che operano nel settore dell’olio di palma.

  • Sottoscrivere la nostra politica contro deforestazione, drenaggio delle torbiere e sfruttamento dei lavoratori e le comunità locali.

  • Interagire con i clienti esistenti per garantire la conformità con questa politica entro un determinato periodo di tempo, rifiutando di finanziare o rinnovare altri servizi fino alla sottoscrizione della politica di Greenpeace contro deforestazione, drenaggio delle torbiere e sfruttamento dei lavoratori e le comunità locali.

  • Rifiutare finanziamenti o altri servizi finanziari a clienti e potenziali clienti che non sono conformi con la politica di Greenpeace contro deforestazione, drenaggio delle torbiere e sfruttamento dei lavoratori e le comunità locali.

 

Movisol

Ξ gennaio 16th, 2017 | → 0 Comments | ∇ Notizie |

Mozioni per la separazione bancaria al Parlamento italiano

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Nella settimana di riapertura dei lavori parlamentari dopo la pausa natalizia, con grande eco mediatica è stata data la notizia del via libera di Camera e Senato all’istituzione di una Commissione d’Inchiesta in merito al funzionamento del sistema bancario italiano e ai casi di crisi finanziaria che hanno coinvolto alcuni istituti negli ultimi anni (quindi non solo MPS).

Alla Camera il via libera è stato bipartisan, in quanto previsto dalle mozioni presentate da vari gruppi parlamentari di maggioranza e di opposizione.

In realtà, la notizia di maggior rilievo è che tra i gruppi parlamentari che hanno presentato mozioni quasi tutti, compreso il PD, hanno presentato mozioni che non solo impegnano la Camera stessa all’ istituzione di una commissione di inchiesta ma che, sulla scia delle continue crisi bancarie che non vedono soluzione, impegnano principalmente il Governo a tutta una serie di iniziative ed azioni concrete dirette a risolvere la crisi bancaria nel suo insieme.

Tra dette mozioni ci sono anche quelle che prevedono l’impegno per il Governo ad introdurre la separazione netta tra banche commerciali e banche di affari.

Specificamente, durante i lavori della seduta di martedì 10 gennaio, il rappresentante del Governo si è espresso su dette mozioni, dichiarando il parere favorevole del Governo soltanto per le mozioni di Rosato ed altri- PD e di Monchiero ed altri-Civici ed Innovatori; ha dichiarato quindi il parere contrario del Governo su tutte le altre mozioni (Paglia ed altri – Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia e Libertà; Busin ed altri –Lega Nord; Villarosa-Movimento Cinque Stelle; Rampelli ed altri – Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale; Zanetti ed altri Scelta civica – Ala per la costituente- Maie; Pili –gr. Misto) ed ha rimesso all’Aula la decisione sulla parte relativa alla Commissioni di inchiesta prevista da tutte le mozioni presentate.

Sono state quindi approvate nella loro interezza le mozioni per il quale il Governo ha espresso parere favorevole mentre tutte le altre sono state respinte ad eccezione della parte che impegna l’aula ad istituire una commissione di inchiesta.

Tra le mozioni in parte respinte, quelle di Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia e Libertà, della Lega Nord, del Movimento Cinque Stelle e di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, che prevedono l’impegno per il Governo di assumere tutte le iniziative necessarie ad introdurre la netta separazione tra le banche commerciali e le banche di affari.

http://www.camera.it/leg17/410?idSeduta=0721&tipo=documenti_seduta&pag=allegato_a#si.1-01457.mod.v1

Visto che la separazione bancaria è l’unica alternativa al furto dei nostri risparmi col “bail in”, sta ai cittadini pretendere che venga calendarizzata in aula la discussione degli otto disegni di legge per il ripristino della legge Glass Steagall, con una campagna parallela a quella condotta dal LaRouchePAC per far ripristinare tale legge dal nuovo Congresso USA.

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Ξ gennaio 13th, 2017 | → 0 Comments | ∇ Notizie |

2017: l’anno della fine dell’Euro?

Euro

I dati di dicembre sull’inflazione nell’Eurozona indicano che si sono materializzati due mali in una forma che dimostra il fallimento della politica della BCE e segna la possibile fine di quest’ultima.Infatti, dopo anni di stagnazione, l’inflazione nei Paesi dell’Euro è salita all’1,1%. Si tratta di una media tra due estremi: mentre la Germania all’1,7% si avvicina all’obiettivo della BCE, l’Italia con lo 0.4% e un tasso annuale di -0.1% è ufficialmente in deflazione.Se i dati dell’Eurozona continueranno a salire, la BCE potrà difficilmente proseguire la sua politica di espansione monetaria, il cui obiettivo era raggiungere il 2% di inflazione o “close to”, come la stessa BCE non si stanca di ripetere. Il capo dell’Istituto IFO di Monaco di Baviera, Clemens Fuest, riflette il punto di vista di molti in Germania, inclusi i principali media, quando dichiara al Frankfurter Allgemeine Zeitung (il 4 gennaio) che se “questi dati verranno confermati per tutta l’Eurozona, la BCE dovrà porre fine al programma di acquisto di titoli nel marzo 2017”.Se l’istituto di Francoforte porrà fine alla politica di tassi di interesse nulli e al programma Assets Purchase Program (APP), provocherà una crisi del debito nell’Eurozona, con l’epicentro in Italia. Nel 2017, l’Italia deve rifinanziare 260 miliardi di Euro di debito pubblico, e se la BCE smetterà di comprare titoli, lo spread salirà alle stelle come nel 2011.L’Italia è stata l’allieva modello per l’UE negli ultimi 20 anni, raggiungendo un surplus primario ogni anno, ma a un alto prezzo: nello stesso periodo è diminuita la crescita ed è iniziata la deflazione. La deflazione è un sintomo del crollo della domanda e questa tendenza assicura che il tasso debito/PIL aumenterà.Negli ultimi 20 anni, stando ai dati pubblicati dall’Ufficio Parlamentare del Bilancio, l’Italia ha pagato oltre 1700 miliardi di Euro di interessi sul debito pubblico, l’equivalente del PIL annuale. Dei 260 miliardi di Euro da rifinanziare nel 2017, 214 miliardi riguardano vecchi titoli in scadenza e 47 miliardi gli interessi.Uno scenario di crisi del debito si aggiungerebbe alla cosiddetta “crisi bancaria italiana” descritta nel numero della scorsa settimana (cfr. SAS 01/17). Di fronte a questa combinazione esplosiva e con la scelta di soccombere alla Troika o lasciare l’Euro, l’Italia potrebbe scegliere l’ultima opzione.Il clima oggi è diverso da quello del 2011, quando l’establishment italiano cedette a Bruxelles e Francoforte e installò il governo di Monti, voluto dalla Troika, e ciò si riflette anche nei quotidiani di proprietà di interessi economici.Il 27 dicembre il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo di due economisti ed ex ministri, Giorgio La Malfa e Paolo Savona, che dichiarano che “Il governo italiano dovrebbe sollecitare (…) un chiarimento alla Germania e chiederle di prendere lei l’iniziativa di un ripensamento della moneta unica”. Savona e La Malfa propongono due possibilità: a) la Germania che lascia la valuta unica; b) sostituire l’Euro con un sistema di valute nazionali simili al sistema di Bretton Woods.Roberto Napoletano, direttore del quotidiano della Confindustria Il Sole 24 Ore, il 3 gennaio ha accusato il “club finanziario” diretto da Germania e Francia di sfruttare il tema delle sofferenze bancarie come capro espiatorio per vittimizzare l’Italia, cosa inaccettabile. Ha chiesto che il governo italiano ponga il veto sulla questione dei Non Performing Loan fino a quando non verrà affrontata la questione dei derivati, soprattutto dei titoli di “level 3” delle banche zombie.

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Greenpeace

Ξ gennaio 13th, 2017 | → 0 Comments | ∇ Notizie |

Rischi ambientali degli insetticidi neonicotinoidi

Una revisione delle evidenze post-2013

 Sintesi del rapporto “The Environmental Risks of neonicotinoid pesticides: a review of the evidence post-2013″ di Thomas Wood e Dave Goulson, Università del Sussex

Gli impollinatori (fra questi api mellifere, api selvatiche e altri insetti), svolgono un ruolo cruciale per la nostra alimentazione e per la produzione agricola. Tre quarti delle colture commerciali a livello globale dipendono, in una certa misura, dagli impollinatori. Tuttavia, questi importantissimi insetti si trovano in grave difficoltà. Alcune specie di bombi, ad esempio, hanno subìto un drastico declino e si stanno estinguendo a livello regionale o globale.

Gli impollinatori sono sistematicamente esposti a sostanze chimiche tossiche come insetticidi, erbicidi e fungicidi. L’impatto effettivo di questa esposizione non è ancora chiaro. Tuttavia l’evidenza scientifica mostra che determinati insetticidi hanno un effetto negativo diretto sulla salute degli impollinatori, colpendo sia singoli individui sia intere colonie. Fra questi diversi ‘neonicotinoidi’, nonché altri insetticidi.

Greenpeace ha commissionato a una delle più importanti istituzioni scientifiche in questo campo, l’Università del Sussex (Regno Unito), una revisione approfondita di tutti gli studi scientifici pubblicati dal 2013 riguardanti gli effetti degli insetticidi neonicotinoidi sugli impollinatori e sull’ambiente in generale.

La revisione conferma i rischi individuati dall’EFSA nel 2013 ed evidenzia l’emergere di ulteriori rischi per gli impollinatori. Una nuova ricerca mostra in particolare che il danno per le api deriva non solo dal trattamento delle colture, ma anche dalla contaminazione delle piante selvatiche che non sono state trattate con neonicotinoidi. Dati recenti dimostrano anche che i neonicotinoidi sono sempre più presenti nel nostro ambiente e inquinano l’acqua, il suolo e la vegetazione spontanea. Le evidenze indicano che i neonicotinoidi comportano rischi significativi per molte specie di fauna selvatica (come api, farfalle, coleotteri e insetti acquatici) con possibili ripercussioni sulla catena alimentare.

Sintesi del rapporto (in italiano)

Rapporto integrale (in inglese) e bibliografia

 

Greenpeace

Ξ gennaio 12th, 2017 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

Quanto sono verdi app e grandi compagnie come Google, Facebook o Amazon?

News – 10 gennaio, 2017

Scopri Clicking Clean, la classifica che dice chi è davvero più green online

In queste ore Greenpeace USA sta diffondendo un rapporto dal titolo “Clicking Clean:

Who is Winning the Race to Build a Green Internet?” che analizza l’impronta energetica dei grandi operatori di data center e di circa 70 tra siti web e popolari applicazioni.

Quello che emerge è che mentre Apple, Google, Facebook e Switch, azienda leader nel settore dei data center, stanno compiendo grandi passi in avanti verso l’obiettivo di alimentarsi con energia al 100% rinnovabile, Netflix, Amazon Web Services e Samsung sono ancora in ritardo.

Amazon – ad esempio – nonostante gli annunci in fatto di rinnovabili, continua a mantenere i suoi clienti all’oscuro circa le proprie decisioni energetiche. Altrettanto perplessi lascia Netflix, con un’impronta energetica che interessa un terzo del traffico internet in Nord America e che contribuisce in maniera significativa alla domanda di dati per lo streaming video, che sta solamente comprando crediti di compensazione delle emissioni, senza aumentare gli investimenti in energie rinnovabili, dopo aver promesso di controbilanciare completamente le proprie emissioni di CO2 nel 2015.

Perché insistiamo dal 2009 a chiedere a queste grandi aziende di entrare in campo con delle scelte energetiche sostenibili? Il motivo è facile: nel 2012 il settore IT ha utilizzato il 7% della elettricità globale, quota destinata ad aumentare visto l’incremento del traffico internet globale. Si prevede che nel 2017 la percentuale supererà addirittura il 12%. Entrando nel dettaglio, nel 2015 lo streaming di video ha pesato per il 63% sul traffico totale internet, cifra che secondo le previsioni 2016 di Cisco Network Traffic nel 2020 dovrebbe raggiungere l’80%.

Dài un’occhiata alla tua app o al tuo sito web preferito, e controlla come si comporta dal punto di vista energetico!

 

Movisol

Ξ gennaio 12th, 2017 | → 0 Comments | ∇ Le mie poesie |

Mobilitazione negli Stati Uniti per convincere Trump ad adottare la legge Glass-Steagall

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LLaRouche PAC ed i sostenitori dell’ex candidato presidenziale Bernie Sanders hanno lanciato una campagna in tutti gli Stati Uniti per chiedere al Presidente eletto Donald Trump di dare seguito alla sua promessa di adottare la separazione bancaria con il 21st Century Glass-Steagall Act. La mobilitazione, che il LaRouchePAC conduce già da mesi, è stata lanciata dai sostenitori di Trump in Ohio con una lettera diffusa dal Cuyahoga County Progressive Caucus e da “Ohio Revolution.”

La campagna chiede ad altre organizzazioni di mandare la stessa lettera e di utilizzare i social media per far sì che Trump mantenga la promessa, facendo notare che la legge Glass-Steagall “è rimasta dormiente” per anni sia alla Camera che al Senato. Se verrà adottata, spiegano, la legge Glass-Steagall separerà le banche commerciali dal “casinò globale e ad alto rischio noto come le banche d’affari di Wall Street.” Ci sono voluti solo nove anni dopo l’abrogazione della legge Glass-Steagall nel 1999, aggiungono “perché Wall Street provocasse un crac del sistema finanziario simile a quello del 1929.”

Dopo aver citato il comizio di Trump a Charlotte, nel North Carolina, il 26 ottobre, in cui ha promesso di ripristinare la legge Glass-Steagall, Pam e Russ Martens sul Wall Street Parade rilevano che i sostenitori di Sanders hanno buoni motivi per chiedere a Trump con insistenza di mantenere la sua promessa, dato che ha nominato numerosi dirigenti di Goldman Sachs a posizioni chiave nella sua amministrazione: il veterano di Goldman Sachs Steven Mnuchin come ministro del Tesoro, Cary Cohn (attuale presidente di Goldman Sachs) come capo del National Economic Council, e l’ex banchiere di Goldman Sachs Stephen Bannnon come stratega capo alla Casa Bianca.

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